Scopriamolo insieme!

Ebbene si, lo ammetto, e anche con gioia: sono una tradwife, nel senso più moderno del termine, se mi si vuole passare l’ossimoro! Sapete cosa vuol dire oggi? La risposta a questa domanda potrebbe essere semplice, in realtà: essere una tradwife vuol dire infatti essere una casalinga tradizionale, una donna che sceglie di vivere la casa, di essere presente quotidianamente e a tempo pieno per la propria famiglia, di curare con amore ed abilità marito, figli e abitazione… ma nonostante viviamo nell’epoca del politicamente corretto (o forse proprio a causa di questo?) la scelta di essere “casalinga tradizionale” oggi desta grande curiosità e una molteplicità di dubbi! Si accetta che tutto vada avanti, tranne le tradizioni. Si cercano significati politici in ciò che è solo (solo?) una scelta di libertà e di coerenza con se stessi. Essere tradizionale non vuol dire essere di destra, né di sinistra, non vuol dire essere migliore né peggiore. Oggi, nel 2020, essere una moglie tradizionale vuol dire avere la libertà mentale per scegliere un percorso diverso. Non necessariamente la libertà economica per farlo, perché a volte si è semplicemente costrette, ma in qualche modo ci si adatta. Siete ancora piena di dubbi? Io dubbi sulla scelta di essere moglie e madre non ne ho avuti, anzi, ho visto e vedo il mio modo di essere una tradwife come una incredibile opportunità di espressione, e proprio per questo mi piacerebbe raccontarvi la mia felice esperienza di vita! Cominciamo con il chiarire alcuni punti…

Essere “casalinga” non vuol dire essere inferiore o sottomessa
Anche se una casalinga tradizionale può sembrare, magari per motivi economici, sottomessa al marito, in realtà non è considerata di minore importanza da lui, anzi, tutt’altro: io mi sento e sono importantissima!
Volete provare a chiedere al vostro uomo che valore darebbe all’idea di trovare ogni sera al ritorno dal lavoro la casa pulita e ordinata, perfetta come uscita dalle pagine di una rivista d’arredamento, la cena pronta e la tavola apparecchiata come un ristorate stellato, accolto da una donna piacevolmente curata e realizzata?

La verità è che il matrimonio non è un rapporto univoco, con un uomo che “sceglie” una donna come potrebbe scegliere un bell’oggetto, piuttosto è una scelta reciproca: infatti, anche la donna “sceglie” il marito in base alla sua capacità di prendersi cura delle persone, provvedere ai figli e, soprattutto, in base alla sua integrità e ai suoi valori… e già, i cari vecchi valori!

In una casa in cui i valori sono condivisi, non dimentichiamolo, si è sempre e comunque in due adulti a condividere anche doveri e responsabilità, con la medesima importanza.
“Il posto di una donna non è sotto i piedi di un uomo, ma sotto la sua ala, al suo fianco!”

Viva la libertà, perché una tradwife non è controllata da nessuno! Ho più libertà sotto quella che alcuni considerano, sbagliando, la cosiddetta “autorità” di mio marito di quanta non ne abbia mai avuta prima, sotto i miei vari datori di lavoro o da freelance.

La casalinga felice è coraggiosa!
Già, proprio così, io reputo l’essere casalinga una forma di coraggio: sono abbastanza coraggiosa da non avere un lavoro retribuito di questi tempi. Abbastanza coraggiosa da prendere sul serio i miei voti religiosi e civili, abbastanza coraggiosa da “fare affidamento” su mio marito per l’economia familiare, come lui si affida a me per il resto.

E allo stesso tempo mi reputo intelligente. Abbastanza intelligente da risparmiare, da fare a meno di ciò che non è necessario, abbastanza intelligente da avere un’assicurazione sulla vita e abbastanza intelligente da continuare sempre ad istruirmi a casa su tutto ciò che mi riguarda e mi interessa.

Sono forse la sola a pensare tutto questo? Io non credo! Se mi seguite, vi porterò a scoprire un mondo di amore, dove apparecchieremo ogni giorno come fosse un evento speciale, faremo i letti come se fossimo in un hotel a 5 stelle, cucineremo come chef, ci cureremo come in una Spa, cresceremo i figli come piccoli Lord e Lady, all’impronta del lifestyle più sfrenato, senza dimenticare gli aperitivi con le amiche o gli appuntamenti dal parrucchiere, perché la cura degli altri passa sempre dalla cura di se’!

Perché vi racconto queste cose proprio ora?
Molte donne si stanno rendendo conto che stare a casa in realtà è piuttosto appagante e molte di loro lo hanno scoperto “accidentalmente ” a causa del Covid-19. Tutti amiamo quella sensazione di “Natale”, di essere a casa con la famiglia a godersi le piccole cose della vita, quindi perché non possiamo trovare un modo per abbracciare quella sensazione di appagamento ogni giorno?

Penso che sia più importante che mai, in un mondo pieno di tecnologia e vita così frenetica il ricordare a noi stesse che non esiste un altro posto come casa, quindi trovo fantastico imparare a prenderci cura di essa e delle persone a noi care, per farle vivere meglio…